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Il cortocircuito biodinamico

Agricoltura biologica e agricoltura biodinamica parzialmente equiparate nel DDL in discussione al Parlamento. Ecco perché la comunità scientifica insorge

Il cortocircuito biodinamico

Lo scorso 20 maggio il Senato ha approvato (195 voti a favore, una astenuta, una contraria) in seconda lettura il DDL 988 che finanzia l’agricoltura biologica. Il Decreto legge torna ora alla Camera per quella che verosimilmente potrebbe essere l’approvazione finale.

La trasposizione a livello mediatico di questo testo però si è tutta incentrata sulla avventurosa “equiparazione” tra agricoltura biologica e agricoltura biodinamica. L’equiparazione è nella sostanza un cortocircuito. Il salto logico e culturale è tanto profondo che non è esagerato affermare che l’intero mondo scientifico è insorto di fronte all’idea che queste due pratiche agricole fossero accomunate e promosse all’unisono fino a essere finanziati corsi universitari dedicati: “a) sono promossi specifici percorsi formativi nelle università pubbliche attraverso la possibilità di attivare corsi di laurea, dottorati di ricerca, master e corsi di formazione in tema di produzione biologica; sono altresì previsti specifici percorsi per l'aggiornamento dei docenti degli istituti tecnici agrari pubblici, anche mediante periodi di affiancamento con le aziende del territorio;”. Ma essendo le due pratiche “equiparate” in tali percorsi universitari si potrà (ed in piccola parte già avviene) attivare corsi in agricoltura biodinamica.

Per questa e altre motivazioni è in atto una petizione internazionale che si può sottoscrivere sulla piattaforma Change.org.

Dopo che tanti scienziati tra cui Giorgio Parisi presidente dell’Accademia dei Lincei o Vittorino Andreoli, membro dell’Istituto lombardo accademia di scienza e lettere e della New York Academy of Sciences, noto psichiatra e appassionato cultore di scienza, hanno già scritto ai Senatori della Repubblica.

Il problema è che l’agricoltura biodinamica non si basa su prove ogni volta misurabili e statisticamente validate, ma in parte su concetti e evocazioni di energie cosmiche prescindendo talvolta non solo dalla Biologia, ma anche dalla Chimica e dalla Fisica. Quindi appare prematuro e inspiegabile come tanti parlamentari vogliano consentire ad una pratica che non possiede un disciplinare a cui adeguarsi in maniera vincolante di accedere a fondi pubblici in realtà dedicati alla sola agricoltura biologica.

Va ricordato che tutta l’agricoltura biodinamica discende da 8 lezioni tenute nel 1924 da un esoterista austriaco, Rudolf Steiner, deceduto nel 1925 e i cui insegnamenti sono stati inizialmente sposati dal nazionalsocialismo che nasceva in quei stessi giorni in Austria. La società Demeter tedesca ne detiene la proprietà intellettuale del marchio registrato e ne concede l’uso a chi ne rispetta i dettami tra cui vi è l’obbligo dell’uso dei “preparati” biodinamici tra cui spiccano: il preparato 502, Vesciche urinarie di cervo maschio riempite di fiori di Achillea, preparato 503, Intestino di vacca riempito di fiori di camomilla oppure preparato 505 cranio di animale domestico riempito di corteccia. I preparati si trovano sul sito dell'organizzazione internazionale detentrice del marchio registrato del biodinamico la Demeter.

Cerco di spiegarmi sulla distanza tra metodo scientifico galileiano e biodinamica con qualche esempio preso dai siti delle associazioni biodinamiche: «Perché mettiamo l’achillea nella vescica? L’achillea, dice nel ciclo di Koberwitz è una pianta dove il processo dello zolfo e del potassio, vengono messi in relazione con le altre sostanze. Se analizziamo lo zolfo dal punto di vista degli eteri, lo possiamo vedere come l’elemento chimico che rappresenta l’attività dell’etere di calore e il potassio come l’elemento tramite il quale alla pianta viene portata la vita». Ma non basta e sempre dallo stesso sito ci viene spiegata l’Immacolata Concezione e quanto l’intera medicina riproduttiva e biologia dello sviluppo non abbiano sostanzialmente capito molto di come avvenga l’incontro tra cellula uovo e spermatozoo e di quali siano i principi della meiosi o della ricombinazione genetica: «Vedete come per l’uomo l’immacolata concezione sia un evento molto importante, perché in realtà nella donna la gravidanza dura 12 mesi, i primi tre mesi sono l’aspetto strettamente spirituale della gestazione che solo nei nove mesi seguenti si rende fisicamente manifesta. Nella specie cervo la fase spirituale la gestisce il maschio. Anche nel cervo abbiamo una fecondazione spirituale che precede quella fisica. Non si capiscono le corna del cervo se non si vedono come delle corna di un utero maschile rivolto verso il cielo che accoglie l’embrione spirituale, eterico del futuro cervo».

Mi auguro, ma non ne sono certo, di aver mostrato come sarebbe imbarazzante per un docente di una Facoltà di Scienze o di Medicina o semplicemente un cultore del metodo scientifico, sedere al fianco di chi ha una cultura e delle sensibilità così diverse da quelli che ci sono stati insegnati finora. Ma questi non sono passaggi isolati, se ne trovano anche per la Fisica dell’atomo e lasciano semplicemente senza parole. Riporto qui un passaggio da un articolo giornalistico del Professor Enrico Bucci apparso su Il Foglio: «la reazione nucleare di trasmutazione biologica descritta da C.L.KERVRAN in un suo libro nel 1982: 14Si + 6C → 20Ca In questo caso il Si acquista la fissità del Carbonio (C) e diviene Calcio (Ca), elemento tipicamente flocculante». Ebbene, io non saprei rispondere nel merito a come un atomo di Carbonio possa diventare uno di Calcio, e si badi bene non basterebbe aggiungere una “a” alla C del carbonio, si farebbe per la “reazione nucleare di trasmutazione biologica” in cui un nucleo (?) di idrogeno si somma a quello di carbonio?

Mi auguro sia più chiaro a chi si sia fin qui avventurato a leggere questo strano testo di perché la Senatrice a vita, ma soprattutto farmacologa ed esperta di cellule staminali e corea di Huntington, Elena Cattaneo sia insorta a nome di chi pratica scienza in questo Paese. Non è possibile pubblicare come fa lei su Nature o Science e allo stesso tempo dissertare di energie cosmiche che inseminano i viventi. La Professoressa Cattaneo ha illustrato le sue tesi in aula al Senato, su tanti quotidiani e in decine di interviste, ma tra queste mi piace citare il suo intervento alla trasmissione de La 7 Propaganda live.

Nel DDL 988 l’equiparazione tra biologico e biodinamico però arriva fino ad un certo punto, nel senso che chi coltiva biodinamico in realtà prende sovvenzioni solo se certificato biologico, ossia se rispetta direttive Europee varate nel 1991 e poi rinnovate più volte negli anni fino all’attuale direttiva 848 entrata in vigore nel 2021. In questa direttiva, che abroga tutte le precedenti, si trova in solo due punti la menzione al biodinamico, questi: 25) «preparati biodinamici»: miscele tradizionalmente utilizzate nell’agricoltura biodinamica; e 1.9.9. È consentito l’uso di preparati biodinamici. Questo ultimo utilizzo si riferisce a cosa si possa mettere nel terreno, tra cui microrganismi utili e letami. E letami in misura faraonica, ossia “La quantità totale di effluenti di allevamento, quali definiti nella direttiva 91/676/CEE, impiegata nelle unità di produzione in conversione o biologiche non può superare i 170 kg di azoto per anno/ettaro di superficie agricola utilizzata. Tale limite si applica esclusivamente all’impiego di letame, letame essiccato e pollina disidratata, effluenti di allevamento compostati inclusa la pollina, letame compostato ed effluenti di allevamento liquidi”.

Tanto per avere un’idea in agricoltura biodinamica si usa il preparato 500, ossia un corno di vacca che abbia figliato almeno una volta riempito di letame, poi sotterrato in autunno e riesumato a Pasqua per essere usato come fertilizzante nella misura di 200 grammi per ettaro. Ora meno di 17 grammi di questi saranno azoto (ma forse molto meno) e quindi paragonate questa quantità irrisoria ai “fino a 170 kg per ettaro di azoto”, non di letame, usati in agricoltura biologica da la misura della distanza siderale rispetto a qualunque tipo di pratica agronomica, anche rispetto alla stessa agricoltura biologica.

Si vede qui come si sia a livelli da omeopatia, pratica sulla quale ci siamo già espressi compiutamente come Comitato Etico della Fondazione Umberto Veronesi, chiarendo che anche in quel caso non ci siano principi attivi che vengano somministrati a dosaggi che possano avere un qualche effetto scientificamente misurabile.

Infine va ricordato, come dicevo prima, che l’equiparazione fra agricoltura biologica e biodinamica non è totale in quanto quando il DDL apparecchia i posti a tavola, ossia istituisce il Tavolo tecnico presso il Ministero dell’agricoltura, a quel punto però troviamo quattro rappresentati per l’agricoltura biologica (ossia in rappresentanza di circa cinquantamila aziende biologiche) ed uno per l’agricoltura biodinamica (in rappresentanza, quindi, delle 419 aziende biodinamiche certificate) e forse, chissà, delle altre forse 4.000 che si “ispirano” ai principi biodinamici. Come si vede, qui l’equiparazione non tiene e soprattutto, ripeto, manca un disciplinare biodinamico vincolante, depositato e certificato dalle normative continentali.

Tutto questo sta a dire che appare inopinato e disarmante osservare che una legge dello Stato italiano decida di elargire fondi pubblici e tasse dei cittadini ad aziende biodinamiche che possano essere solo certificate da un marchio registrato estero. Che i proventi di tali certificazioni vadano a organizzazioni che non si sa dove e a chi versino tributi e che tutto questo avvenga nella piena consapevolezza dei nostri rappresentanti legittimamente eletti e che avevano assistito ad una mia audizione su questo DDL 988 circa due anni fa



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